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E’ morto Gianni di Marzio, lutto nel calcio

Fu lo scopritore di Maradona. Da allenatore Di Marzio conquistò tre promozioni, e guidò anche il Padova, dove viveva da anni. Da ds riportò il Venezia in A

PADOVA. Un personaggio schietto, fuori dalle righe, uno che il calcio l’aveva domato, vedendolo dal punto più basso fino alla sua massima essenza. All'età di 82 anni è morto Gianni Di Marzio, ex tecnico e dirigente: ad annunciarlo è stato il figlio Gianluca, giornalista di Sky, con un toccante post su Twitter: “E adesso potrai finalmente allenarlo il tuo caro amato Diego.

Sei stato un grande papà, mi hai insegnato tutto e non sarò l’unico a non dimenticarti mai”. Il calcio italiano è in lutto. L’ex allenatore viveva da anni a Padova, diventata la sua città dopo anni sulle panchine di mezza Italia. La tv se lo contendevano: era anche un opinionista eccezionale.

Di Marzio era un grande conoscitore del calcio: per primo vide all'opera un giovanissimo Diego Armando Maradona in Argentina, segnalandolo nel 1977 al Napoli. Così cominciò la grande carriera del giocatore più forte di sempre, c’è era pronto un contratto da 270 mila dollari (dell’epoca, eh) ma il Napoli non potè portarlo in Italia, a causa della chiusura delle frontiere, e il presidente Ferlaino non se la sentì di investire così tanto in un talento per “parcheggiarlo” in un altro team. Ma con il Pibe de Oro aveva conservato uno splendido rapporto, lo considerava una sorta di figlioccio, il suo studio di Padova è tappezzato di foto in compagnia di Maradona.

La vita di Gianni di Marzio è legata a doppio filo al mondo del calcio. Anche se smise presto di giocare a causa di un infortunio, le sue doti di leader si concretizzarono una volta seduto in panchina. Da allenatore guidò diverse squadre tra cui il Catanzaro, con cui arrivò in Serie A, e proprio il Napoli, condotto alla finale di Coppa Italia nel ‘77.

Durante la sua carriera ha ricevuto per due volte il premio Seminatore d’oro, assegnato al migliore allenatore della stagione di ogni categoria e che successivamente ha preso il nome di Panchina d’oro: il primo gli è stato consegnato per l’annata 1971-1972 con la Nocerina in Serie C e il secondo come allenatore del Catanzaro in Serie B nell’anno 1975-1976. Ha ottenuto due promozione dalla B alla A (Catanzaro e Catania) e una dalla C alla B (Cosenza).

Di Marzio da anni viveva a Padova. E nel Padova calcio aveva rivestito diversi ruoli, da allenatore e da dirigente. Ma c’è il suo timbro anche sul ritorno in Serie A del Venezia, dal 1996 al 1998, quando Zamparini lo volle come direttore sportivo (c’erano anche Marotta e Novellino). Per cinque anni fu responsabile dell’area estera della Juventus, ma era un globetrotter: finì anche al Queens Park Rangers.

«Il presidente De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al dolore della famiglia Di Marzio per la scomparsa del caro Gianni, storico e indimenticabile allenatore della squadra azzurra». Questo il messaggio di cordoglio del club azzurro, dopo la scomparsa di Gianni Di Marzio.

«Il Venezia FC si unisce al dolore che ha colpito la famiglia Di Marzio ed esprime le più sentite condoglianze per la scomparsa di Gianni, ds arancioneroverde nello storico biennio 1996-1998 che vide il nostro club riconquistare la Serie A dopo oltre trent'anni». Lo scrive il club lagunare sui propri canali social.

«Approfitto per fare le condoglianze alla famiglia Di Marzio, conoscevo il mister, conoscevo l’uomo di calcio, la sua scomparsa è una grossa perdita«. Lo ha detto il tecnico della Fiorentina, Vincenzo Italiano, che ha ricordato l’ex allenatore Gianni Di Marzio nel corso della conferenza stampa alla vigilia del match in casa del Cagliari.

«Addio Gianni, sei stato il mio allenatore per 5 anni e mio grande amico per tutta la vita: se sono allenatore lo devo a te». Così da Londra il tecnico del Watford, Caludio Ranieri, già allenatore tra le altre di Juve, Roma e Leicester con cui ha vinto a sorpresa la Premier League, saluta il suo ex allenatore Gianni Di Marzio morto a 82 anni. «Ora - aggiunge Ranieri - posso solo condividere il dolore di questa tua ultima notizia con Tucci e Gianluca. Mi mancherai, tantissimo».

«Per me è un giorno di grande dispiacere. Abbiamo avuto una storia comune di carriera, eravamo giocatori scarsi e abbiamo iniziato il percorso da allenatori da giovanissimi. A 27 anni ci siamo trovati l’uno di fronte l’altro con gli under 17, io del Prato lui del Napoli. Lì ho conosciuto Gianni con il suo spirito e il suo modo di essere allenatore». Con queste parole, rilasciate a Sky Sport, il numero 1 dell’Aic, Renzo Ulivieri, ricorda Gianni Di Marzio, scomparso oggi all’età di 82 anni. «Ha fatto una carriera lunga e importante, ha avuto ruoli importanti nella nostre associazione, aveva valori sindacali molto importanti», spiega Ulivieri che poi ci tiene a sottolineare che ricordare Di Marzio «solo come scopritore di Maradona è un errore, dietro c’è una storia di un allenatore che era amato dai suoi calciatori e credo che per un tecnico questa sia la cosa più importante. Era un innovatore, abbiamo fatto percorsi comuni, ci confrontavamo, eravamo giovani e senza un grande passato, ma insieme studiavamo a Coverciano».

Gianni Di Marzio è diventato cittadino padovano a metà degli anni ‘80, chiamato dal ruolo di allenatore. La moglie, di Nocera Inferiore, iniziò a insegnare lingue al Leopardi, più tardi il figlio Gianluca si iscriveva a Giurisprudenza, a Padova si celebrarono le nozze di sua sorella. “Ho imparato a bere lo spritz e a rinunciare alla sfogliatella”, aveva detto parecchi anni fa, a sottolineare quando era diventato veneto. Ma mai aveva verso la sua verve, la voglia di dire sempre e solo ciò che pensava, di cercare un calcio fantasioso, pulito, vincente. 

I funerali di Gianni Di Marzio si svolgeranno martedì prossimo, alle 15, nel Duomo di Padova

Pubblicato su Il Mattino di Padova