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Corpo di donna uccisa e fatta a pezzi trovato in un borsone sul Po

La secca del fiume ha permesso di scoprire un orrendo delitto. Indagano i carabinieri. Sul posto gli specialisti del Raggruppamento investigazioni scientifiche (Ris). Analogie con le sparizioni di Isabella Noventa e Samira El Attar

ROVIGO. Il cadavere di una donna, uccisa e poi fatta a pezzi, è emerso martedì 5 aprile dalle acque del Po.

Un borsone è infatti stato avvistato a Santa Maria Maddalena, in provincia di Rovigo, all’interno la macabra scoperta.

È stata l'eccezionale siccità di questi giorni a restituire il corpo mutilato, un tronco, di una donna, chiuso in un borsone.

La magra del fiume ha permesso quindi di scoprire un delitto raccapricciante che altrimenti non sarebbe mai stato scoperto.

A notare il borsone è stato un operaio, intento ad alcune manutenzioni. Lo stato del borsone e il terribile odore lo hanno convinto ad avvertire il 11. Sul posto sono subito giunti i carabinieri.

Sul posto sono giunti anche gli specialisti del Raggruppamento investigazioni scientifiche (Ris) che hanno iniziato alcuni esami.

All’interno una scena agghiacciante: un corpo di donna in avanzato stato di decomposizione, che deve avere trascorso in acqua parecchio tempo.

Una delle poche cose certe in mano agli investigatori è che si tratti quindi di un omicidio. Ma per capire qualcosa di quanto successo e sperare di risalire all’assassino (o gli assassini) bisogna prima capire da dove arriva il borsone che conteneva il corpo.

Il sacco è stato buttato a monte del fiume, chissà a quanti chilometri di distanza, e la corrente del Po l'ha trascinato fino in Polesine.

Saman, Samira, Isabella: il giallo del cadavere emerso dal Po e le ipotesi sul tappeto

Non distante dalla golena di Santa Maria Maddalena si trova la cosiddetta "curva di Malcantone”, dove il fiume ruppe l'argine nel 1951, allagando tutta la provincia. La gente del posto, che conosce i giochi delle correnti del Po, ritiene improbabile che il borsone sia stato lanciato in acqua in un punto vicino ad Occhiobello.

Secondo indiscrezioni, non confermate per ora dagli investigatori, il cadavere si presenterebbe decapitato; ma la causa potrebbero essere stata un colpo subito contro un albero galleggiante o un masso dell'alveo del fiume.

Il particolare del corpo di donna ha fatto alzare le orecchie agli investigatori che stanno indagando sull’omicidio e la scomparsa di Samira El Attar, sparita il 21 ottobre 2019 da Stanghella, in provincia di Padova e mai ritrovata.

Per la sua morte è stato condannato all'ergastolo il marito Mohamed Barbri. I carabinieri che indagano escludono tuttavia che possa essere questa donna, pur senza precisarne i motivi. Una delle ricostruzioni più accreditate è che l'omicida si sia liberato del corpo di Samira gettandolo nel Fratta Gorzone, e non nel Po.

Un’altra scomparsa, ma molto molto antecedente, su cui pendono tre pesanti condanne è quella di Isabella Noventa, la donna sparita da Padova nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 20916. Per il suo omicidio sono stati condannati a 30 anni i fratelli Freddy e Debora Sorgato e a 15 la loro complice Manuela Cacco.

Allo stesso modo, anche l'ipotesi che possa trattarsi di Saman Abbas, la 18enne sparita da Novellara dal 30 aprile 2021, non trova al momento riscontro negli investigatori che si occupano del caso. 

La zona dov’è stato ritrovato il corpo  forma una doppia ansa. Guardando la foce il grande fiume gira prima e sinistra e poi, superato il ponte autostradale dell’A13, nella zona chiamata “dei Nati”, gira a destra.

Tra le due curve la riva è boscosa e qui si è arenato il borsone, che comunque doveva essere in zona da parecchio tempo e che è riemerso solo grazie al ritirarsi dell’acqua e alla presenza di una presa irrigua.

Il borsone infatti si è arenato vicino al tubo che spunta dall’idrovora gestita dalla “Bonifica padana” e che capta le acque del fiume per dare acqua ai campi. 

La presenza dell’operaio mandato a fare manutenzioni ha permesso quindi il ritrovamento.

Dell'indagine, coordinata dal pm di Rovigo Andrea Bigiarini, si occupano i carabinieri del nucleo investigativo di Rovigo.

La salma è stata portata all'obitorio dell'ospedale di Rovigo, per gli esami degli anatomopatologi e l'autopsia. 

Pubblicato su Il Mattino di Padova