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Cadavere ritrovato in una sacca nel Po a Occhiobello: è il corpo di una giovane donna

È quanto risulta dall’autopsia, che ipotizza una morte recente. Resti ritrovati in un borsone, senza la testa

ROVIGO.  È di una giovane donna di carnagione bianca il cadavere ritrovato in una sacca lungo l'argine del Po. È quanto emerge dall'autopsia, che ipotizza una morte recente.

L'esame cadaverico è stato effettuato, fanno sapere i Carabinieri di Rovigo, nella tarda serata di martedì su disposizione della Procura. I militari stanno analizzando le segnalazioni di donne scomparse pervenute recentemente. 

La Procura di Padova non ha ricevuto alcuna segnalazione che possa far pensare che il cadavere ritrovato nel Po a Occhiobello possa essere quello di Isabella Noventa, la donna di 55 anni uccisa nel 2016 dall'ex fidanzato Freddy Sorgato, con la complicità della sorella e dell'amante. Lo stesso Sorgato, fanno presente gli investigatori, aveva confessato di aver gettato la donna nel fiume Brenta. Il cadavere, aveva raccontato, era stato avvolto in sacchetti di plastica mentre il corpo mutilato recuperato nel Rodigino era in una sacca.

La videoricostruzione del giallo

Dai primi accertamenti svolti sembra potersi escludere anche che il corpo riaffiorato dal Po a Occhiobello sia di Saman Abbas, la giovane pachistana scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) il 30 aprile di un anno fa. La 18enne, secondo i carabinieri e della Procura di Reggio Emilia, è stata uccisa da cinque familiari nei confronti dei quali di recente sono state chiuse le indagini preliminari per omicidio e soppressione di cadavere.

LE INDAGINI Emergono nuovi particolari sul giallo del cadavere riemerso dal Po a Occhiobello, in provincia di Rovigo. È un corpo nudo, in discreto stato di conservazione e senza la testa, quello ritrovato lunedì mattina in una sacca. È quanto trapela dagli investigatori che sono tornati in queste ore sul luogo della scoperta per acquisite ulteriori elementi.

Video: parla l’uomo che ha ritrovato il borsone

Il corpo, privo non solo della testa ma anche di parte degli arti, è stato trovato ripiegato in posizione fetale non dai pescatori, come appreso in un primo tempo, ma da un dipendente dell'Agenzia interregionale per il fiume Po.

Probabilmente è stato trasportato insieme alla sacca che lo conteneva dalla corrente dell'ultima piena del fiume, quindi tra ottobre e novembre, e con l'eccezionale siccità di questi mesi è è riaffiorato, rimanendo incagliato nei massi posti anni fa a protezione dell'argine dopo l'alluvione del Polesine.

Il medico legale: improbabile che si tratti di Isabella Noventa

È in avanzato stato di decomposizione ma la sacca lo ha "protetto” dall'aggressione dei pesci.

A far ritenere plausibile che si tratti di una donna è la particolare conformazione delle costole e del bacino. Servirà probabilmente un mese per l'esame del dna e la comparazione con i casi denunciati di donne scomparse. 

Pubblicato su Il Mattino di Padova