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Addio al commerciante Massimo Cassanego di Conselve. Lascia moglie e tre figli

Aveva 56 anni, con la madre aveva gestito la “Bottega Verde”. Sette anni fa la scoperta del tumore. Mercoledì l’ultimo saluto

CONSELVE. Addio a Massimo Cassanego, 56 anni, noto commerciante del centro, per anni dietro al bancone della “Bottega Verde” di via Matteotti insieme alla madre Irma Banzato, titolare dello storico negozio di alimentari, e ai familiari. Massimo, padre di tre figli, è morto nella sua abitazione per l’aggravarsi della malattia che lo aveva aggredito da tempo.

La scoperta di un tumore risale a quasi sette anni fa: Cassanego si sottopose subito alle terapie che diedero l’effetto sperato, tanto che negli anni successivi sembrava che ormai il peggio fosse passato. L’inverno scorso il male si è ripresentato in tutta la sua aggressività fino all’epilogo di questi giorni. Massimo è stato costantemente seguito dalla moglie Sonia Longhin e dai tre figli Giacomo, Giovanna e Lorenzo che fino all’ultimo gli sono stati accanto nella loro casa. E proprio dall’abitazione di via Manfrotto mercoledì partirà il corteo funebre che raggiungerà il Duomo per la celebrazione del funerale, alle 17.

Cassanego è molto conosciuto a Conselve per i decenni di lavoro nel negozio di famiglia. Alla fine degli anni Sessanta la madre Irma e il papà Giacomo rilevarono un piccolo locale da un casaro e aprirono un primo negozio di alimentari. Successivamente si trasferirono in via Matteotti e ingrandirono la “Bottega Verde”, ricca di ogni genere di specialità alimentari e sempre molto frequentata.

Dopo aver frequentato il liceo ed essersi iscritto alla facoltà di Agraria Massimo abbandonò gli studi in seguito alla morte prematura del padre per affiancare mamma Irma in negozio, insieme al fratello Elio. Cinque anni fa la decisione di chiudere il negozio e cedere la licenza. La grande passione di Massimo era la moto Harley Davidson, di cui possedeva un esemplare degli anni Settanta, con il quale partecipava ai raduni. Amante della musica, come il resto della famiglia, suonava il trombone nella banda cittadina. Una persona schiva e riservata ma sempre affabile e disponibile, ricordano i molti amici.

La famiglia desidera che le eventuali offerte siano devolute al Patronato Canossiano di Conselve.  

Pubblicato su Il Mattino di Padova