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Malore improvviso: tecnico ortopedico di 60 anni muore tra le braccia della moglie

Virginio Nardo è stato colto da malore in casa all’ora di pranzo. La moglie: «Tutto è iniziato con una strana stanchezza»

SAN GIORGIO IN BOSCO. Si è spento tra le braccia delle moglie, che ha fatto di tutto per salvarlo, ma che nulla ha potuto. La comunità di San Giorgio in Bosco piange la morte di un uomo benvoluto da tutti, una persona generosa: Virginio Nardo aveva 60 anni, è stato stroncato da un infarto mercoledì poco dopo mezzogiorno.

Lascia la moglie Michela Fagan, le figlie Sara e Alice, e la sorella Emanuela. Il padre Orfeo venne insignito nel 1999 del Drago d’oro, la massima onorificenza di San Giorgio in Bosco: era lo storico organista della chiesa, che ha animato le messe finché le forze glielo hanno concesso.

Il racconto della compagna di una vita: «Mercoledì intorno a mezzogiorno Virginio si è sentito poco bene, mi ha telefonato per dirmi che avvertiva una strana stanchezza». Ogni dettaglio di quei momenti è scolpito con una forza potente e devastante: «Appena arrivato a casa si è sdraiato sul divano. Ho chiamato il medico, continuava a sudare. Ho detto “Chiamo i soccorsi”, lui mi ha risposto “No, andiamo noi”».

Le forze sono venute meno: «Si è accasciato: è successo tutto in un attimo. E allora sono uscita fuori, ho chiesto aiuto. Sono arrivate due ambulanze, nel frattempo ho cercato di salvarlo, con delle manovre di primo soccorso, e così hanno fatto anche i paramedici al loro arrivo».

Virginio non ha più dato segni di ripresa, non è stato possibile neanche dirsi un estremo ciao: «Mi è mancato fra le braccia». Resta lo strazio inconsolabile: «Un infarto: mi hanno detto che non si poteva fare nulla. Non aveva patologie, da due – tre anni assumeva mezza pastiglietta per tenere controllata la pressione».

Da quando aveva 16 anni Virginio lavorava alla Sanitaria Cittadellese di Borgo Vicenza: «Era un tecnico, andava nelle case di riposo, in ambulatori ed ospedali. Ma raggiungeva anche gli anziani nelle loro abitazioni con i presidi, le carrozzine. Faceva tutto da persona generosa e gentile qual era, uguale con i grandi e con i piccoli».

Passioni semplici: «La Juve, la Bmw, lo sport in generale, il tennis, l’atletica, le Olimpiadi. E poi i giretti in bici per San Giorgio in Bosco». Da poco più di un anno la famiglia si era trasferita a Pieve di Curtarolo, ma il legame col paese d’origine era rimasto.

La nonna paterna aveva avviato un negozio di alimentare in via Sega, un’attività continuata dai genitori e portata avanti oggi dalla sorella Emanuela.

Ogni sabato Virginio andava a trovarla: «Da quando sono mancati mamma e papà ci siamo legati ancora di più. Stavamo qua a chiacchierare in negozio, avevamo un bellissimo rapporto», racconta Emanuela, «non riesco a rendermi conto di quello che è successo: era un uomo molto buono, educato, intelligente». Il funerale sarà celebrato lunedì alle 10 in chiesa a San Giorgio in Bosco.

Pubblicato su Il Mattino di Padova