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Tragedia in Marmolada, riprese le ricerche dei 13 dispersi con i droni: ritrovati degli indumenti

Le persone reclamate dai parenti sono 13 (quattro sono state ritrovate vive) sette vittime accertate. Dieci sono italiani, di cui 2 trentini e 8 veneti. Tre sono della Repubblica ceca. Ricerche con i droni: «Impossibile scavare»

BELLUNO. È crollato un importante seracco di ghiaccio in Marmolada, ed è una tragedia nazionale perché ci sono morti, feriti e dispersi. Ad un primo bilancio di sei morti, otto feriti, si aggiunge il settimo morto, ritrovato nella tarda mattinata di lunedì.

Secondo i soccorritori sono 13 le persone disperse: dieci sono italiani, di cui 2 trentini e 8 veneti. Tre sono della Repubblica ceca. Alla base della “via normale”, cioè il sentiero in quota colpito dal fiume di ghiaccio e pietre sono rimaste quattro auto i cui proprietari non si sono mai presentati: una con targa tedesca, due della Repubblica Ceka e una ungherese.

Oggi (5 luglio) riprendono le ricerche

Riprendono stamani sulla Marmolada le ricerche dei dispersi nella frana di domenica con lo stesso sistema utilizzato nella giornata di ieri. Verranno utilizzati in particolare quattro droni, due nella parte alta e due nella parte medio-bassa del seracco precipitato.

La base delle squadre e dei comandi dei droni sono al Rifugio Capanna Ghiacciaio, la struttura sfiorata dalla valanga. Oltre al Soccorso alpino Cnsas opera una squadra del Soccorso alpino della Guardia di Finanza (Sagf).

Secondo quanto riferito, il monitoraggio prosegue negli stessi punti esaminati ieri dal volo dei droni in superficie; in caso di reperti si interverrà per i rilievi fotografici ed eventualmente poi per un veloce prelievo.

Da domani (6 luglio) o al massimo dopodomani il Soccorso alpino tenterà l'ispezione del ghiacciaio della Marmolada "vista-udito" con specialisti delle ricerche e con unità cinofile. Lo ha riferito  il presidente del Corpo nazionale del soccorso alpino, Maurizio Dell'Antonio.

Alcuni indumenti, non si sa se riconducibili alle vittime del disastro della Marmolada o a reperti precedenti, sono stati individuati stamani nel corso delle ispezioni con droni in corso nella zona del disastro.

Lo ha riferito ai giornalisti Fausto Zambelli, assistente di volo del nucleo elicotteri della Provincia di Trento. Zambelli ha riferito inoltre che "si vedrà ora se e come recuperare questi reperti, e se questo significhi che vi sono delle vittime o se appartengono a escursioni storiche precedenti".

Le ricerche dopo il maltempo, le notizie di lunedì 4 luglio

Un'altra vittima è stata recuperata dai soccorritori sulla Marmolada. Sale quindi a sette, al momento, il conteggio dei morti di questa tragedia in alta quota.

C'è però anche una buona notizia: quattro persone, date in un primo tempo disperse nel crollo, sono state rintracciate e sono in salvo.

Dunque scende a 13 il numero degli escursionisti dispersi. A causa del maltempo che sta interessando la zona le ricerche dei soccorritori si fanno però difficoltose. Proprio a causa delle condizioni meteorologiche il presidente del Consiglio, Mario Draghi, non ha potuto atterrare in elicottero Canazei, dove vengono coordinate le operazioni, e ha quindi raggiunto la località in auto. Le ricerche sono riprese non appena terminato il temporale che ha interessato l’intera zona.

A complicare il lavoro dei soccorritori anche l'instabilità del ghiacciaio, dove potrebbero verificarsi nuovi crolli, anche se per ora pare tramontata l'ipotesi di intervenire facendo brillare la parte di seracco rimasta attaccata alla cima della Marmolada.

Secondo le prime ricostruzioni della dinamica dell'incidente a fare da 'scivolo' all'enorme mole di materiale è stato un accumulo di acqua di fusione nella conca sotto la vetta. Quando il pezzo di ghiaccio si è staccato verticalmente non aveva appoggio ma, appunto, solo acqua.

Tra le sei vittime riconosciute ci sarebbe anche Davide Miotti di 51 anni, residente a Cittadella (Padova). In cordata con lui c'era anche la moglie, Erica Campagnolo, che al momento risulta tra i dispersi sul ghiacciaio. Quella Vicentina è la provincia più colpita dal dramma. Tra le vittime accertate ci sono: Filippo Bari, 27enne di Malo; Paolo Dani, 52 anni, esperta guida alpina, di Valdagno; Tommaso Carollo, di Thiene.

Chi sono le vittime

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I soccorritori: ecco come continuano le ricerche

"Le ricerche devono continuare. Per i prossimi giorni abbiamo programmato lo stesso tipo di attività di oggi, ossia il sorvolo con droni, l'individuazione di qualsiasi reperto, si va lì in maniera molto veloce, chi scende dall'elicottero fa una sorta di documentazione fotografica, si prende il reperto e ce ne andiamo via".

Lo ha spiegato il presidente del Corpo nazionale del soccorso alpino, Maurizio Dell'Antonio, sulle modalità delle ricerche sulla Marmolada.

"Teniamo monitorato il pendio giorno e notte - ha aggiunto - e si va solo a recuperare qualcosa in superficie. Non possiamo più scavare, la massa di neve si è talmente consolidata che non si può incidere nemmeno con un piccone", ha concluso.

Il racconto dei “miracolati”. «Noi, scampati per caso»

Arrivato elicottero che capta e identifica i cellulari anche sotto la neve

Un elicottero della Guardia di Finanza attrezzato con il sistema "Imsi Catcher" per intercettare i segnali di cellulari accesi, anche sotto diversi strati di neve,  opererà sul luogo del disastro della Marmolada. 

Il sistema è in grado di 'leggere' il codice IMEI dei terminali dei dispersi, ottenuti dai gestori telefonici e così li può localizzare.

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Nel frattempo Marmolada Srl ha deciso di chiudere gli impianti:  “Siamo sconvolti e sconcertati. Quanto successo va al di là di ogni immaginazione. Sono ore tragiche per la nostra montagna, proviamo dolore per chi non c’è più e angoscia per le persone ancora disperse. Siamo davanti a un evento abnorme, la natura ci ha sopraffatto: in 55 anni di attività mai abbiamo visto una cosa del genere. Anche per questo la funivia Marmolada ha chiuso l’accesso al pubblico”.

Così Marmolada Srl, la società che gestisce gli impianti di risalita sul massiccio, comunica le decisioni assunte dopo gli eventi registrati nella giornata di ieri.

“Marmolada Srl è a disposizione con i suoi impianti e i suoi spazi per supportare logisticamente le operazioni di soccorso e di recupero nella zona interessata dal crollo. Siamo accanto ai soccorritori, ai parenti e ai congiunti delle persone rimaste coinvolte”.

“In queste ore, anche noi operatori economici della Marmolada siamo prostrati. Viviamo un dolore intenso; ci fa male anche vedere la nostra montagna profondamente ferita”.

Zaia: "Qualcosa di mai accaduto in Veneto, speravamo che si salvassero più persone”

Sul luogo della tragedia è arrivato anche Zaia: "Dieci gradi su a Punta Rocca significano scioglimento. Da qui a pensare che si stacchi un 'condominio' di ghiaccio con detriti e massi ciclopici ne passa molto. Penso che sia stata anche una tragica fatalità".

Lo ha detto ai giornalisti il presidente del Veneto Luca Zaia, arrivando a Canazei per l'incontro con il premier Draghi. "Non posso dire altro che i fatti - ha aggiunto Zaia - e i fatti ci dicono che le temperature alte non favoriscono queste situazioni, dopodiché devono essere gli esperti a dare indicazioni", ha concluso.

COSA E’ SUCCESSO

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Il distacco è avvenuto sotto Punta Rocca, lungo l'itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta, dove corre il confine tra Trentino e Veneto. 

"Si è staccato un fiume di ghiaccio. C'è stato un crollo del ghiacciaio e si è staccata una massa di enormi dimensioni che ha percorso il ghiacciaio per chilometri scavalcando un seracco e arrivando fino nella parte inferiore del ghiacciaio”, ha detto il capo della Protezione civile del Trentino, Raffaele de Col.”Non abbiamo certezza di nulla sui dispersi, al momento. Le chiamate dei famigliari sono parecchie, anche solo per informazioni”.

VIDEO / IL SOCCORSO ALPINO: FINE RICERCHE, NON CI SONO ALTRI SOPRAVVISSUTI

Proprio sabato in vetta alla Marmolada, ossia a quota 3.343 metri, si era registrata una temperatura massima di 10 gradi, a dimostrazione di uno "zero termico" impressionante, ma anche dell'enorme rischio di distacchi.

VIDEO / IL MOMENTO DEL DISTACCO

Dei primi 8 feriti, 2 sono stati trasportati all'ospedale di Belluno, uno più grave a Treviso e 5 fra Trento e Bolzano. Non si sa ancora il numero definitivo di alpinisti coinvolti. Per il rischio di nuovi distacchi, l'elicottero di Trento ha provveduto alla bonifica dell'area con la Daisy Bell e scongiurare così il più possibile il pericolo per gli operatori.

Sono state attivate tutte le stazioni del soccorso alpino della zona: due elicotteri Suem di Belluno, più Trento e un elicottero della Protezione civile Veneto per verifica persone coinvolte.

È stato chiesto l’intervento dei droni per la ricerca dei dispersi. La valanga avrebbe investito due cordate di escursionisti. Il fronte del seracco è di circa 300 metri. 

L’inchiesta. La Procura della Repubblica di Trento ha aperto un fascicolo d’inchiesta a seguito del crollo del seracco. Il reato ipotizzato al momento a carico di ignoti è disastro colposo. Le indagini saranno coordinata del procuratore capo Sandro Raimondi e dal magistrato Antonella Nazzaro. 

Video. L’esperto del centro Antivalanghe: “Ecco cos’è successo. Evento imprevedibile”

La valanga sulla Marmolada è «un disastro inimmaginabile, una carneficina tale che solo difficilmente ci permetterà di identificare con esattezza l'identità delle vittime perché i corpi sono stati smembrati» dalla colata di ghiaccio e sassi. È quanto apprende l'ANSA dagli inquirenti. Secondo quanto è stato finora ricostruito la valanga ha travolto due cordate. Tra le vittime ci sarebbero anche le guide. I soccorritori sperono ora in un abbassamento delle temperature di notte per poter riprendere la mattina presto le ricerche.

VIDEO / IL CROLLO

«Il boato, che si è sentito distintamente intorno alle nostre montagne, ci ha fatto capire subito che era successo qualcosa di grave, tant'è che sono subito corso a chiamare i soccorsi», dice una guida alpina. «Dalla zona del seracco io disto circa 3 km - spiega - e ho visto tutto in diretta. Noi conosciamo bene quella parte di montagna perché come rifugio abbiamo anche una nostra capanna proprio in vetta. Questa tragedia ci colpisce, ma non abbiamo avuto paura per la nostra incolumità perché il rifugio è sicuro». «Detto questo, ripeto - conclude - mi aspetto che un'altra parte del seracco venga giù per lo scioglimento continuo del ghiacciaio». 

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«Quando ci hanno chiamato, all'una e mezzo, ci hanno detto che è venuta giù la Marmolada, è venuta giù la cima della Marmolada, che non è altro che un grande pezzo di ghiaccio che si è staccato e ha investito tutti quelli che erano sul ghiacciaio». È il racconto di Luigi Felicetti, tecnico del Soccorso Alpino dell'Alta Val di Fassa che è intervenuto per soccorrere gli alpinisti travolti dal crollo del seracco di ghiaccio. «Quando siamo arrivati ci siamo trovati davanti ad uno scenario pazzesco, c'erano blocchi di ghiaccio e roccia enormi dappertutto, abbiamo cominciato a cercare e abbiamo trovato le prime vittime». Secondo Felicetti gli alpinisti non hanno colpe. «Erano tutti con corde e ramponi, erano attrezzatissimi, sono stati tanto sfortunati».

«Sono salito più volte sulla Punta di Rocca, ma non vado lì da tanti anni ormai. Il ghiaccio lì è quasi tutto andato, non c’è più ghiaccio. Questi seracchi cadono, certo, per la gravità, ma la causa vera, originaria, è il caldo globale, che fa sciogliere i ghiacciai e rende più probabile che si stacchi un seracco», ha detto Reinhold Messner. «Lì, poiché non c’è quasi più ghiaccio, il seracco non deve essere molto grande. Ciò che è accaduto lì, accade ogni giorno in tutti i ghiacciai».

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Dice Renato Colucci, dell'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp): «Da settimane le temperature in quota sulle Alpi sono molto al di sopra dei valori normali, mentre l'inverno scorso c'è stata poca neve, che ormai quasi non protegge più i bacini glaciali. Il caldo estremo di questi ultimi giorni, con questa ondata di calore dall'Africa, ha verosimilmente prodotto una grossa quantità di acqua liquida da fusione glaciale alla base di quel pezzo di ghiacciaio, siamo quindi proprio nelle condizioni peggiori per distacchi di questo tipo».

VIDEO / L’ESPERTO CNR: I RiSCHI LEGATI AL CLIMATE CHANGE

Dai teloni protettivi sul ghiacciaio della Presena ai drammatici mutamenti della Marmolada, dai possibili nuovi crolli sulle Dolomiti come conseguenza dello scongelamento del permafrost allo shock di fauna e

flora in conseguenza della riduzione dei volumi dei ghiacciai: così, intervistato da Paolo Cagnan, l'ampia disamina di Renato Colucci ricercatore dell'Istituto di Scienze polari del CNR e docente di Glaciologia all'Università di Trieste.

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Le ricerche sono state condotte con decine di uomini del Soccorso alpino e cinque elicotteri di Veneto e Trentino. Secondo le prime informazioni il distacco sarebbe avvenuto nel tratto che porta da Pian dei Fiacconi a Punta Penia per la via normale alla vetta della Marmolada. 

VIDEO / LA RIPRESA DEGLI ESCURSIONISTI

Stando alle testimonianze il seracco si è spezzato in due punti: il crollo ha generato una colata di detriti di ghiaccio su un fronte di circa trecento metri, lungo il sentiero che da punta Rocca porta a punta Penia. “Si è staccato questo pezzo di ghiacciaio dalla cresta e ha centrato il sentiero, la via normale per salire sulla Marmolada la parte bassa del sentiero dal rifugio non si vede” racconta Aurelio dal rifugio Marmolada, “c’è su il Soccorso alpino, ci sono anche parecchi elicotteri… Sembrano parecchie le persone coinvolte”.

VIDEO / DESTINO SEGNATO PER LA REGINA DELLE DOLOMITI

Le salme delle vittime del crollo avvenuto sulla Marmolada sono state portate allo stadio del ghiaccio di Canazei, il paese della Val di Fassa che si trova a pochi chilometri dal passo Fedaia, dove parte la funivia per salire in vetta. Al palazzo del ghiaccio è inoltre stato attivato un team di psicologi per assistere i parenti delle vittime.

VIDEO DAL DRONE / PER LA MARMOLADA E’ GIA’ SETTEMBRE

«Il ghiacciaio della Marmolada è chiuso a tutti. Oggi è un giorno triste. Altri pezzi di ghiaccio sono a rischio distacco». È il messaggio di Carlo Budel, gestore di Capanna Punta Penia, il rifugio sulla cima della Marmolada (3.343 metri) la montagna delle Dolomiti dove, più in basso, si è staccato un enorme frana di ghiaccio e detriti. «Oggi da Punta Rocca si è staccato un blocco di ghiaccio gigantesco - dice, condividendo sui social un video girato dall'alto - ha preso dentro tutta la linea del ghiacciaio, è andato giù fin sotto Pian dei Fiacconi. Ha travolto un sacco di persone. Il ghiacciaio da questo momento è chiuso, nessuno può più salire per il ghiacciaio. Oggi sono morte tante persone purtroppo». 

«Sono addolorato per la tragedia che si è verificata oggi sulla Marmolada. Il mio pensiero va alle famiglie delle vittime di questo tragico evento. Ringrazio il Soccorso Alpino, le unità cinofile e tutti gli operatori presenti sul posto impegnati nella ricerca dei dispersi». Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà.

IL TWEET DI PREGHIERA DEL PAPA

MARMOLADA: CHIUSI IMPIANTI DI RISALITA DA MALGA CIAPELA

Marmolada Srl ha chiuso i propri impianti di risalita che con tre funivie concatenate portano da Malga Ciapela prima in zona Banc, poi sul Serauta e quindi a Punta Rocca. «Siamo sconvolti e sconcertati - scrive la società -. Quanto successo va al di là di ogni immaginazione. Sono ore tragiche per la nostra montagna, proviamo dolore per chi non c'è più e angoscia per le persone ancora disperse. Siamo davanti a un evento abnorme, la natura ci ha sopraffatto: in 55 anni di attività mai abbiamo visto una cosa del genere. Anche per questo la funivia

Marmolada ha chiuso l'accesso al pubblico». «Marmolada Srl - sottolinea - è a disposizione con i suoi impianti e i suoi spazi per supportare logisticamente le operazioni di soccorso e di recupero nella zona interessata dal crollo. Siamo accanto ai soccorritori, ai parenti e ai congiunti delle persone rimaste coinvolte».

Pubblicato su Il Mattino di Padova