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Bambina di 7 anni annega in un lago nel Trevigiano: era una piccola profuga ucraina

Mariia Markovetska era in gita a Revine con il Grest di Vittorio Veneto. Era arrivata a marzo, fuggendo con la nonna dalla guerra nel suo Paese

REVINE LAGO (TREVISO). Sette anni appena. Aveva affrontato le bombe, la guerra. È annegata in un lago nella provincia di Treviso. Con il sottofondo del vociare degli altri bambini, che avevano partecipato con lei a un’uscita organizzata dai centri estivi della parrocchia. È morta così Mariia Markovetska, nel pomeriggio di ieri, annegata nel lago di Santa Maria a Revine, un piccolo Comune della Marca trevigiana. Era lì con una settantina di bambini e con gli animatori del centro estivo a cui era iscritta.

Fuggita a marzo scorso dalla guerra in Ucraina, insieme alla nonna, era ospite del collegio San Giuseppe di Vittorio Veneto. Ieri, al momento della tragedia, sulla sponda del lago si trovava anche la nonna. A estrarre il corpo della piccola dall'acqua è stato Giacomo Chiaramonte, un vigile del fuoco ieri non in servizio, che aveva deciso di trascorrere il pomeriggio libero a Revine, insieme alla moglie.

«Ho visto una coppia, impaurita, che tirava con il piede un corpo nel lago. Allora mi sono tuffato in acqua e lì mi sono accorto che era la bambina dispersa, che stavano cercando da un’ora».

LA PAROLA DESTINO – di Fabrizio Brancoli

In quel momento, Mariia era ancora viva. Il volto cianotico. I responsabili del Grest la cercavano da almeno mezz’ora. Probabilmente la piccola si era allontanata dal gruppo e, forse a causa di un malore oppure per una distrazione, era caduta nel lago, senza riuscire a chiedere aiuto.

«Ho subito iniziato a praticarle il massaggio cardiaco. Poco dopo mi ha raggiunto un’infermiera, che mi ha aiutato, insieme al titolare del bar del lago» racconta Chiaramonte. Intanto erano stati chiamati il 118 e l’elisoccorso. Ma, al loro arrivo, non c’era più niente da fare. La piccola Mariia era morta. Fuggita dalle bombe, inghiottita dall’acqua del lago di Revine. 

Pubblicato su Il Mattino di Padova