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Sbandata sul ghiaccio, muore a 23 anni

L’auto si schianta contro il guardrail: il giovane di Borgoricco non ha scampo, feriti la ventenne al volante e l’altro passeggero

VIGONZA. Incidente mortale ieri notte sulla rotatoria di Busa, che in quel tratto prende il nome di via del Commercio. La vittima è Alberto Ruffato, 23 anni, di Borgoricco, dipendente della legatoria F.M. di Camposampiero. Era seduto al posto del passeggero su una Lancia Y condotta da Gloria Lovo, una ventenne di Cadoneghe. Sul sedile posteriore c’era Marco Manente, 21 anni, di Pionca di Vigonza. I tre rientravano dall’Arcella, dov’erano andati a mangiare un panino al kebab dopo avere passato la prima parte della serata al Movembik di Vigonza.

Sulla via del ritorno. Gloria Lovo avrebbe dovuto portare a casa prima Manente e poi Ruffato. Era l’1.40 quando la ventenne, scendendo dalla tangenziale, si è trovata davanti la strada ghiacciata. «Frena, frena», le ha urlato Manente, che aveva visto la lastra di ghiaccio e ne ha intuito la pericolosità. «Lei ha frenato, ha sterzato, ma non è riuscita a governare l’auto, che è slittata a sinistra andando a sbattere proprio sulla cuspide del guardrail con la fiancata destra».

Schianto letale. Un colpo violentissimo, la cuspide ha perforato la vettura colpendo a morte Ruffato. Manente si è reso subito conto di ciò che era accaduto. «Sono sceso dalla macchina e ho tirato fuori prima Gloria, che era sotto choc e spaventata», racconta il giovane di Pionca, «poi sono andato a vedere il ragazzo seduto davanti. L’ho scosso, ma non rispondeva. Gli ho dato un paio di colpetti sul viso, ma niente. Ho capito che per lui, purtroppo, c’era ben poco da fare».

I soccorsi. Per Manente sono stati momenti drammatici. Fino all’arrivo dell’ambulanza, racconta visibilmente provato, ha cercato in tutti i modi di prestare soccorso a Ruffato e alla Lovo. Sulla rotatoria sono arrivate le ambulanze del Suem 118, che hanno trasportato lui e la ragazza all’ospedale di Padova. La salma di Ruffato, dopo il nulla osta del magistrato, è stata invece trasferita all’obitorio dell’ospedale di Camposampiero. Sul posto per i rilievi è arrivata una pattuglia della Polizia stradale di Piove di Sacco. Gli agenti hanno lavorato fin quasi alle quattro del mattino per ricostruire i fotogrammi dell’incidente.

La sequenza della tragedia. Dai primi riscontri sembra confermata in pieno la versione di Manente: la giovane automobilista, nella discesa dalla tangenziale, non sarebbe riuscita controllare il mezzo. Sulla carreggiata sono rimaste le tracce di una frenata lunga una quindicina di metri che si fermano a ridosso della cuspide del cosiddetto “fagiolo”. L’auto, anziché procedere dritta in direzione di Vigonza, è pattinata sulla sinistra, schiantandosi infine contro il guardrail proprio dalla parte del passeggero. Gli agenti della Polstrada hanno posto l'auto sotto sequestro.

I parenti. La famiglia della vittima è stata avvisata in piena notte. A ricevere la notizia della morte del 23enne operaio di Borgoricco è stata la sorella Sara. Per lei e la madre è stato l’inizio di un incubo. Anche casa Manente ha ricevuto la notizia dell’incidente nottetempo ed è corsa all’ospedale. «L’unico che non si è fatto quasi niente è stato mio figlio», racconta Emanuele Manente, padre di Marco, «se si fosse seduto davanti non avrebbe avuto scampo. L’operatore sanitario gli ha detto di portare quattro candele alla Madonna».

Ancora sotto choc. Ieri mattina Manente è stato dimesso con alcuni punti di sutura sulla testa, mentre la ventenne di Cadoneghe è rimasta ricoverata, ma non ha riportato lesioni di particolare gravità. «Sono sconvolto», conclude ancora scosso Marco Manente. «Quel ragazzo io l’ho visto per la prima volta la sera stessa al Movembik. Gloria, invece, è la migliore amica della mia ragazza. Ma anche per lei Alberto era una conoscenza recente, aveva fatto amicizia con lui su Facebook un paio di giorni prima. Io li ho incontrati entrambi al Movembik e, quando alcuni ragazzi hanno proposto di andare a mangiare il kebab, mi sono accodato».

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Pubblicato su Il Mattino di Padova