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Aggredita e ferita a coltellate al cimitero

Va a preparare la tomba di famiglia per la sepoltura della sorella e uno sconosciuto tenta di strapparle la borsetta

VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO. Pomeriggio di terrore per Danila De Gobbi, sessantunenne villanovese che ieri è andata al cimitero del paese e tra le tombe è stata aggredita da uno sconosciuto travisato e armato di coltello che voleva rubarle la borsetta. La De Gobbi si è difesa strenuamente, riuscendo a salvare la borsetta, ma è rimasta ferita alle mani dalla lama e ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso di Camposampiero. La donna ieri sera è stata sentita a lungo dai carabinieri della stazione di Pionca di Vigonza, ai quali ha presentato denuncia contro ignoti.

Erano le 16.15 quando Danila De Gobbi ha varcato da sola il cancello del camposanto dopo aver parcheggiato l’auto nel piazzale. Avrebbe dovuto accompagnarla una delle sorelle, che poi però ha avuto un impegno. «In quel momento in cimitero non c’era nessuno», racconta la donna, che si è avviata a sistemare la tomba di famiglia dove oggi viene seppellita una sorella morta pochi giorni fa per malattia. «Però ho visto entrare uno sconosciuto che si è diretto verso un’ala del camposanto». Pochi secondi dopo, invece, lo stesso sconosciuto le era alle spalle con un coltello affilato in mano. «Non le ha detto una parola», racconta la figlia Fabiola, che cerca di tranquillizzarla, «ma le ha puntato addosso il coltello bestemmiando in italiano e dando a mia madre l’impressione di essere proprio italiano». L’uomo ha afferrato la borsetta, ma lei l’ha tenuta stretta e lo sconosciuto non è riuscito a strappargliela. Il rapinatore si è infuriato e l’ha prima colpita ripetutamente con i pugni, poi ha alzato la mano con l’intenzione di pugnalarla.

La donna coraggiosamente ha alzato le mani per difendersi, venendo colpita alle dita da alcuni fendenti che le hanno anche tagliato il giubbotto. Ne è seguita una colluttazione, durante la quale la De Gobbi è riuscita a dare un calcio allo sconosciuto nelle parti basse. Lui si è piegato per il dolore ed è scappato via. La donna, in preda allo choc, ha preso il cellulare dalla borsetta e ha chiamato il primo numero che ha trovato. Era quello del fratello Franco, che si è precipitato al cimitero in suo soccorso.

«Me la sono portata nella mia macelleria e poi ho chiamato la figlia per condurla al Pronto soccorso», dice Franco De Gobbi. Danila De Gobbi è stata suturata su alcune dita della mano e poi fasciata, venendo dimessa in serata con 10 giorni di prognosi. «Di lui ricordo solo gli occhi», dice ancora sconvolta la De Gobbi, «erano scuri». In cimitero, durante l’aggressione, c’era un anziano. Mentre la De Gobbi veniva pestata, l’uomo le ha urlato “scappa, scappa”, ma non è andato ad aiutarla. Un particolare che ha lasciato incredula la figlia dell’aggredita.

«Quell’uomo non ha soccorso mia madre e l’ha lasciata in balia di quello sconosciuto», conclude Fabiola, «il rapinatore aveva un coltello con una lunga lama, mia madre poteva soccombere. È stata davvero grande a tenere testa a quel bandito».

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Pubblicato su Il Mattino di Padova