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Ragazza si spegne dopo 13 anni di coma

Ricoverata in stato vegetativo per un incidente, era poi stata abbandonata dalla famiglia e “adottata” dal Craup

PIOVE DI SACCO. È morta a 18 anni Claudia Duric, ricoverata dal 2001 nel reparto Stati vegetativi della casa di riposo Umberto I. La ragazza era entrata in coma all’età di sei anni dopo un incidente accadutole in Spagna, dove era andata a vivere con i genitori appartenenti a una famiglia nomade. La famiglia aveva riportato a Piove la bambina, che era nata all’ospedale di Monselice, grazie all’intervento di alcune infermiere che avevano saputo della tragedia. La bambina aveva rischiato di annegare in una piscina e fu salvata in extremis da un medico. Tuttavia entrò in uno stato vegetativo da cui non si è mai più ripresa. Dopo qualche mese di ricovero in Pediatria, quando fu evidente che per la piccola non c’erano speranze di un risveglio, l’Usl dispose il trasferimento alla casa d riposo.

Per tredici anni il personale si è preso cura della “piccola” Claudia: per una triste ironia della sorte, fu proprio lei, ad appena sei anni, a inaugurare l’ala “Germoglio” del Craup, nata per ospitare gli anziani in stato vegetativo permanente. I suoi genitori le hanno fatto visita solo in un primo momento: le visite, infatti, sono andate via via diradandosi e da anni era solo il nonno che ogni tanto tornava a portare un saluto alla nipote. Ma a dare a Claudia tutto l’affetto e le cure di cui aveva bisogno è stato il personale della casa di riposo: «Sin dal primo giorno in cui è arrivata Claudia è stata la nostra piccola» racconta l’assistente sociale Michela Trabuio, «eravamo tutti molto affezionati a lei. Nonostante si trovasse in stato vegetativo, vederla così giovane lasciava in noi sempre accesa una speranza nel fondo del cuore. Le operatrici hanno organizzato piccole collette per acquistarle magliette e pigiami, le portavano dei regali per abbellire la sua stanza che negli anni si è riempita di peluche e giocattoli». A Claudia era stato regalato anche uno stereo: secondo le sue assistenti il viso della ragazza pareva distendersi e rilassarsi con la musica. E per lo stesso motivo alcuni gruppi di scout le hanno fatto visite periodiche, cantando e suonando per lei dal vivo. «Le testimonianze di affetto non sono mancate in questi anni» conferma il presidente del Craup Giovanni Ferrara, «per la nostra struttura e il nostro personale accogliere qui Claudia è stata un’esperienza importante, toccante, che ha insegnato molto a tutti, indipendentemente da come la si pensi su certi argomenti. Lei qui ha vissuto ed è cresciuta, e sono personalmente grato a tutti gli operatori che se ne sono presi cura con tanta professionalità e soprattutto tanta umanità».

Claudia Duric è morta il 31 dicembre ma il suo funerale verrà celebrato solo lunedì prossimo, nella cappellina della casa di riposo: le esequie, già fissate per l’inizio di questa settimana, sono state rinviate poiché mancava un documento di riconoscimento della ragazza. L’anagrafe comunale in collaborazione con la direzione dell’Usl 16 ha risolto proprio ieri l’impasse. A dare l’ultimo saluto alla “piccola” Claudia lunedì alle 9.30 ci sarà tutta la sua grande famiglia del Craup.

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Pubblicato su Il Mattino di Padova