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Travolta da un’auto, muore dopo due mesi

Paola Ruffato, 51 anni, era rimasta vittima di un incidente in via Boccaccio il 12 novembre scorso. Si è spenta giovedì

PADOVA. Ha accostato l’auto a lato della strada, è scesa e ha attraversato la strada per andare a buttare la spazzatura. Paola Ruffato, 51 anni, si è spenta in un letto del reparto di Rianimazione dopo quasi due mesi di ricovero tra la vita e la morte. L’incidente risale al 12 novembre scorso, il suo cuore s’è fermato giovedì sera poco prima di mezzanotte.

Accanto a lei il marito Alessandro Barin, 52 anni e i figli Alessia e Marco. Le sono stati vicini, ogni giorno, durante tutto il periodo del ricovero. Hanno seguito l’evoluzione del quadro clinico, molto complesso fin dalle prime ore subito dopo l’incidente.

Il 12 novembre scorso Paola Ruffato, impiegata in un’azienda di Limena, stava tornando a casa quando si è fermata in via Boccaccio per gettare la spazzatura. Ha accostato un attimo ma proprio mentre stava attraversando il passaggio pedonale è stata travolta da un’altra auto in transito: una utilitaria condotta da un ottantenne di Padova. Pioveva, la visibilità era scarsa. La donna è rimasta a terra e il suo investitore, sotto choc, è sceso per aiutarla a rialzarsi scoprendo però che non riusciva più a muoversi.

In ospedale i medici hanno rilevato fin da subito gravissime lesioni interne, al punto da ricoverarla d’urgenza in terapia intensiva.

«Due mesi di ricovero» evidenzia il marito Alessandro. «Ha combattuto fino all’ultimo per restare aggrappata alla vita ma non ce l’ha fatta. Ha anche compiuto 51 anni in ospedale, il 1 dicembre scorso». Marito e figli le sono rimasti accanto fino all’ultimo momento, stringendole la mano e facendole sentire le loro voci. Sono rimasti lì fino all’ultimo, fino alle 23.50 di giovedì, quando il suo cuore si è fermato per sempre.

La vicenda, ora, assume una rilevanza diversa anche dal punto di vista giudiziario. I rilievi dell’incidente, il 12 novembre, furono affidati agli agenti della polizia municipale che ora devono chiudere il fascicolo contestando all’ottantenne il reato di omicidio colposo.

Gli atti sono stati trasmessi in procura e la salma sarà sottoposta all’esame autoptico, in modo da avere un quadro completo anche dal punto di vista medico. Per questo motivo non esiste ancora una data per il funerale. La cosa certa è che sarà celebrato nella parrocchia di San Gregorio Magno, da sempre punto di riferimento per la famiglia Barin che risiede in un appartamento in via Gino Rocca.

La triste notizia ha colpito nel vivo la cerchia di amici e colleghi della donna. Sono in molti, infatti, ad aver seguito con apprensione l’evoluzione della situazione in questi mesi, fin dal giorno del ricovero. Qualcuno sperava in un miracolo che purtroppo non c’è stato.

e.ferro@mattinopadova.it

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Pubblicato su Il Mattino di Padova