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Sotto sequestro fiala del vaccino iniettato all'anziana morta

La misura disposta dal pm Dini di Padova, che sta indagando sul decesso sospetto della pensionata Lidia Mandruzzato, di Padova

PADOVA. Vaxigrip 2014-2015: ecco il vaccino antinfluenzale che era stato iniettato a Lidia Mandruzzato, l’ottantaduenne pensionata di Padova morta sette giorni più tardi, vittima di una grave crisi respiratoria. Una fiala del vaccino proveniente dallo stesso lotto impiegato per la somministrazione alla signora, è stato sequestrato su ordine del pubblico ministero Sergio Dini. Verrà (eventualmente) sottoposta ad analisi, non appena saranno noti i primi risultati dell’autopsia sul corpo della donna affidata al professor Massimo Montisci dell’Università di Padova. E in programma per domani pomeriggio all’Istituto di medicina legale.

Intanto in procura sono già stati acquisiti il diario clinico, che era custodito nell’ambulatorio del medico di base della pensionata, e la cartella clinica fornita dall’Azienda ospedaliera. E, nella serata di lunedì, proprio il medico di base della signora è stato sentito dal luogotenente Giancarlo Merli, il comandante della stazione dei carabinieri in Prato della Valle cui sono stati delegati gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.

Il medico ha spiegato che Lidia Mandruzzato era sua paziente da tre anni. E, puntualmente, ogni novembre, veniva sottoposta al vaccino antinfluenzale. Era affetta da diverse patologie legate all’età, oltre al morbo di Parkinson che aveva minato la sua autosufficienza: non a caso viveva in un appartamento in via Colle, a Forcellini, assistita 24 ore su 24 da una badante che provvedeva a ogni sua esigenza.

Quindi il medico ha ricordato come il 18 novembre avesse stato iniettato alla paziente il vaccino. Due giorni più tardi Lidia Mandruzzato aveva cominciato a stare male. Lo ha spiegato al Mattino il figlio Bruno Ferrarese, un assicuratore di Padova: «La mamma ha avuto una crisi bronco-respiratoria e così abbiamo chiamato il 118... È stata ricoverata in codice rosso. Qualche giorno più tardi è stata intubata perché non riusciva a respirare da sola, il 22 novembre aveva aperto gli occhi, il 24 novembre aveva perso conoscenza».

All'alba del 25 novembre, il decesso. Tuttavia i familiari avevano organizzato il funerale per venerdì scorso: la cerimonia era stata regolarmente celebrata. Lunedì era prevista la cremazione al cimitero Maggiore. I figli, però, si sono presentati dai carabinieri in Prato, mettendo a verbale le loro perplessità: la mamma era stata vaccinata e poi non era più stata bene, avevano chiarito, non esitando a esprimere preoccupazioni per le notizie sentite al telegiornale sull’allarme vaccino. Il verbale è stato tramesso al pm di turno, Sergio Dini, che ha bloccato la cremazione e aperto un’inchiesta.

Ora salgono a 22 le morti sospette in Italia con il secondo decesso nel Padovano. Intanto in alcune regioni, come il Lazio che ha sospeso la somministrazione di Fluad, la parola d’ordine è avanti tutta con il Vaxigrip: dagli «arsenali» dei medici di famiglia sono sparite le fiale del prodotto della Novartis a vantaggio dell’altro farmaco che, a Padova, è finito sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Anche su questa vicenda interviene la Regione Veneto: «La signora di 82 anni, deceduta a Padova, non aveva ricevuto il Fluad, ma un altro tipo di vaccino». E continua: «Il nesso di causalità tra la vaccinazione e il decesso, come negli altri casi, è tutto da verificare e da dimostrare, stante anche il fatto che la paziente era affetta da importanti patologie pregresse».

Pubblicato su Il Mattino di Padova