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Padre uccide moglie, figlio e si ammazza

Tragedia familiare in provincia di Treviso. Tre morti. Sul posto i carabinieri

REFRONTOLO (TREVISO). Dopo i quattro morti provocati dall'onda di piena del Molinetto della Croda il 2 agosto, una nuova tragedia, stavolta provocata dalla follia, sconvolge Refrontolo, piccolo centro delle colline trevigiane. Il paese si ritrova così a piangere altre vittime non a causa della fatalità, ma per la brutalità che probabilmente ha spinto, forse domenica sera - ma la tragedia è stata scoperta oggi - un pensionato 62enne a uccidere la moglie filippina di 56 anni e il loro figlio di 24, prima di impiccarsi.

Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, che non tralasciano ipotesi, anche se sembrano escludere interventi esterni non avendo trovato effrazioni sugli infissi, Sisto De Martin, ex camionista con un lungo passato in Germania, avrebbe ucciso la moglie Teresa Reposon fracassandole la testa con un corpo contundente non ancora recuperato, avrebbe poi tagliato la gola al figlio Cristian e successivamente sarebbe salito nella mansarda della loro casa impiccandosi.

I corpi sono stati scoperti questo pomeriggio dai carabinieri di Refrontolo allertati dal datore di lavoro di Cristian, preoccupato dall'assenza per due giorni del giovane. I militari hanno trovato il corpo della donna, vestita con una tuta, sulla soglia del bagno del piano terra e il cadavere del figlio in un lago di sangue nella camera da letto con accanto il coltello, probabilmente utilizzato per l'omicidio.

L'ultimo atto Sisto De Martin lo avrebbe rivolto verso se stesso avvolgendosi una corda al collo all'ultimo piano della elegante abitazione. Sino a questo momento non sono stati trovate lettere nè messaggi da cui attendersi risposte per la tragedia. Gli investigatori probabilmente cercheranno un perchè anche interrogando eventuali apparecchiature elettroniche dei De Martin.

Refrontolo si ritrova nuovamente sotto choc. «Stiamo aspettando, non di capire l'accaduto, ma una risposta alla dinamica dei fatti, forse lì c'è un perchè per qualche cosa che non ha spiegazioni - rileva il sindaco Loredana Collodel - .Per noi i De Martin erano una famiglia normale, nessun problema economico, una famiglia serena conosciuta in paese che non si era mai fatta notare neppure per una classica discussione familiare o per qualche problema esterno».

«Ho consultato anche i servizi sociali - aggiunge -, non è mai giunta alcuna segnalazione e neppure al parroco è stata manifestata dai familiari una qualche problematica sia interna alla vita delle tre persone che nei rapporti esterni. Non sappiamo darci una risposta tant'è che il ragazzo, coetaneo di un nostro assessore, doveva andare a cena con lui e altri coetanei così come si fa tra tanti giovani». «La comunità è ancora ferita per quanto accaduto esattamente quattro mesi fa, al Molinetto della Croda, ma troverà anche questa volta il coraggio di reagire», dice don Giuseppe Nadal, il parroco del paese.

Pubblicato su Il Mattino di Padova