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Due condannati a morte si raccontano

ESTE. Sonny e Peter hanno due cose in comune: oltre ad essere marito e moglie, entrambi hanno vissuto per anni nel braccio della morte, con una pena capitale sul collo. E anche se vissute a migliaia...

ESTE. Sonny e Peter hanno due cose in comune: oltre ad essere marito e moglie, entrambi hanno vissuto per anni nel braccio della morte, con una pena capitale sul collo. E anche se vissute a migliaia di chilometri di distanza, le loro storie hanno trovato un punto d’incontro: la lotta contro la pena di morte. Sonny Jacobs e Peter Pringle saranno ospiti oggi dell’ex Vescovile: alle 17 saranno le voci principali dell’incontro promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, inserito all’interno della campagna internazionale “Cities for life”. Sonny Jacobs e Peter Pringle sono stati per anni rinchiusi nel braccio della morte: lei era stata accusata nel 1976 di aver ucciso due poliziotti in Florida assieme al marito (morto sulla sedia elettrica nel 1990), salvo poi essere scagionata nel 1992 dalla confessione del vero assassino; lui venne considerato per anni uno dei tre uomini che assassinarono due poliziotti nel corso di una rapina in banca in Irlanda, ma la condanna all’impiccagione cadde grazie alla commutazione della pena da parte del presidente irlandese. A decadere fu soprattutto l’accusa di omicidio nei suoi confronti, al termine di un processo in cui Pringle fu avvocato di se stesso. I due si sono incontrati nel 1998 ad un convegno di Amnesty International: da quel giorno è nato un legame culminato con il matrimonio del 2011. Ora la coppia vive in Irlanda e gira il mondo per raccontare questa incredibile storia e lottare contro la pena di morte. Al termine dell’incontro, che è aperto a tutti, la chiesa della Madonna della Salute ospiterà alle 19 una breve preghiera dedicata a tutti i condannati a morte del mondo. Ad oggi Amnesty International segnala che la pena capitale è applicata negli ordinamenti di ben 58 Stati. (n.c.)

Pubblicato su Il Mattino di Padova