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Autopsie sui corpi occultati Diranno se c’è stata violenza

SANT’URBANO. Oggi Federico Bernardinello, 54 anni di Sant’Urbano, è ricoverato nel reparto di Psichiatria a Monselice. È stato denunciato per i reati di occultamento di cadavere e truffa aggravata. Per tre anni (per quanto riguarda lo zio Italo Battistella, morto appunto nel 2016 a 87 anni) e per sei mesi (è il caso di mamma Nerina Battistella, scomparsa a dicembre pure lei a 87 anni), il 54enne ha tenuto nascosti i cadaveri dei due parenti nella legnaia di casa, al civico 16 di via Argine Superiore. Lo ha fatto per incassare le pensioni di mamma e zio – poco più di 1. 200 euro al mese – e la truffa è emersa solo per una serie di fortunosi controlli compiuti da banca, Comune, medico di base e ovviamente poi carabinieri.

Solo un elemento potrà peggiorare la sua situazione: l’eventualità che, sui corpi di mamma e zio, vengano riscontrati segni di violenza. A questo servirà la doppia autopsia disposta dalla Procura di Rovigo. A richiederla è stato il procuratore capo Carmelo Ruberto, che sta coordinando l’inchiesta assieme al sostituto procuratore Francesco D’Abrosca. L’esame medico sulle due salme, o perlomeno su quanto resta dei due corpi, sarà effettuato venerdì prossimo. Solo allora si potrà sapere con certezza se i due anziani sono morti per cause naturali – è la tesi che al momento è considerata più plausibile – o se in qualche modo i due decessi possano essere avvenuti in modo violento. In questo caso, Bernardinello diventerebbe il primo sospettato e per lui scatterebbe l’arresto.

La cura con cui il 54enne aveva “tumulato” i due parenti, l’assenza di precedenti violenti nella vita dell’uomo e le stesse testimonianze del fratello Nicola Gastone, che pur non parlava con Federico e con la mamma da almeno cinque anni, fanno tuttavia pensare che si sia trattato di morti naturali. Non è ancora chiaro, peraltro, quale sarà la sorte delle due salme al termine dell’esame autoptico: Nicola Gastone, figlio e nipote di Nerina e Italo, non ha preso contatti con la parrocchia per poter fissare un eventuale funerale religioso per i due anziani. Che, dimenticati da anni e mesi, ora rischiano di rimanere tali anche in questo ultimo viaggio. —

N. C.

Pubblicato su Il Mattino di Padova