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Trovati morti in legnaia Affidata al Ris di Parma la soluzione del giallo

SANT’URBANO. Interverranno i Ris di Parma nel caso dei due anziani trovati morti a metà maggio in una legnaia a Sant’Urbano. I militari del Reparto investigazioni scientifiche riceveranno l’incarico dalla Procura di Rovigo per esaminare il Dna di Nerina e Italo Baratella, fratello e sorella, le cui salme sono state scovate in una legnaia di via Argine Superiore a Sant’Urbano. Entrambi sarebbero deceduti a 87 anni, la prima lo scorso dicembre e il fratello più di tre anni fa. Il figlio di Nerina, Federico Bernardinello di 54 anni, avrebbe occultato i loro cadaveri per incassare la pensione dei due.

I Ris avranno il compito di confermare che i due cadaveri siano effettivamente quelli di Nerina e Italo. Se infatti i dubbi sono minimi, è pur vero che la salma dell’anziana è stata recuperata in evidente stato di putrefazione e quella del fratello era ridotta a scheletro. Il Dna è già stato prelevato lo scorso 24 maggio, nel corso dell’autopsia che ha rilevato un aspetto non banale: sul cranio di Italo sono state rilevate anomale lesioni, incompatibili con la storia clinica dell’87enne, o perlomeno con quella nota agli inquirenti. Intanto Federico Bernardinello è ritornato a casa dopo settimane di ricovero nel reparto di Psichiatria a Monselice. Il 54enne era stato denunciato per i reati di occultamento di cadavere e truffa aggravata. —

Nicola Cesaro

Pubblicato su Il Mattino di Padova